Domani, sui campi in terra rossa della Canottieri, inizia il Padova Challenge Open 2019, la più importante manifestazione veneta di questo sport; è interessante scambiare alcune impressioni sul torneo patavino e sul tennis femminile in generale con Anna Benzon, Direttrice del Torneo. Anna, a fine degli anni ’80, è stata una delle più forti giocatrici del Circolo; si è costruita una classifica mondiale nel WTA Circuit dal 1987 al 1991, raggiungendo un b.r. n° 426, è stata campionessa universitaria e campionessa italiana di singolare e doppio di serie B nel 1988. Assieme a Tathiana Garbin, attuale capitana della squadra italiana di Fed Cup, ha giocato per più anni in vari campionati nazionali con la maglia di Canottieri. Terminata la stagione agonistica si è dedicata alla formazione di atleti agonisti ed allievi nella S.A.T. del circolo, non disdegnando di partecipare a competizioni a squadre per veterani e spesso vincendo ancora titoli; nel 2018 e 2019 è campionessa regionale Lady 50. E’ una persona competente (Membro del Consiglio regionale F.I.T.) e discute piacevolmente di questo sport che ama. La prima domanda è relativa al main draw del Torneo: “Prima di parlare del nostro tabellone 2019 sottolineo con grande piacere che quest’anno, nel main draw del Roland Garros di Parigi, uno dei quattro Slam mondiali, erano presenti ben 9 giocatrici che abbiamo visto qui alla Canottieri: le francesi A. Cornet (2006), K. Mladenovic (2011) , F. Ferro (2018), la svedese R. Peterson (2017), l’americana B. Pera semifinalista 2017, la slovena T. Zidansek e la tedesca A. Petkovic, la lituana K. Kanepi. Stupisce la presenza di L. Samsonova nel main-draw parigino; la russa, che dall’età di un anno vive in Italia, è stata finalista a Padova lo scorso anno partendo dalle qualificazioni, quest’anno ha passato le ben più dure qualificazioni francesi per conquistarsi un posto tra le prime 64 del mondo; il Padova Challenge Open conferma ancora una volta la fama di essere il trampolino di lancio di future campionesse. Anche l’entry list 2019 del nostro Open è ancora una volta sorprendente, in positivo, grazie allo special prize Memorial Magni di ben $ 5.000, riservato alla vincitrice; i nomi di forti giocatrici del circuito WTA non mancano. Le atlete, comprese tra il numero 150 e il numero 300 della classifica mondiale, assicureranno partite di alto contenuto tecnico e di forte carica emotiva, il montepremi complessivo per la vincitrice è pari a quello di tornei di fascia maggiore, i 30 punti in palio per il ranking sono altrettanto ambiti. Ricordo solo le prime 4 giocatrici del main draw : Teresa Mrdeza (n° 199), Jaqueline Cristian (n° 249), Tena Lukas (n° 286), Stefania Rubini (n° 309), sono tutte atlete che hanno già nel loro palmares numerose vittorie in tornei ITF e la partecipazione al circuito WTA”. Parlando poi delle giocatrici italiane Anna osserva che: “Le giocatrici italiane, purtroppo, non hanno mai vinto il Padova Challenge Open e poche volte sono arrivare a giocarsi la finale. Già questo è un dato su cui riflettere, i risultati complessivi del tennis italiano femminile in questi ultimi anni sono poco incoraggianti; terminato il ciclo delle Fab Four Schiavone, Pennetta, Vinci ed Errani non si vede un nostra atleta capace di infiammare il pubblico. La Federazione si spende tanto per gli Internazionali di Roma ma deve investire molto di più su questi tornei per far crescere il movimento femminile. Vedremo come si comporteranno le wild card scelte da Tathiana Garbin, i nomi e le premesse sono positive, sarà da capire con che atteggiamento affronteranno avversarie molto più esperte in tornei di questo livello. E’ interessante osservare il cambiamento del tennis femminile: “Il cambiamento c’è stato ed è ancora in corso; osserviamo la potenza dei colpi, non parlo dei 200 km del servizio delle Williams, ma di tutte le altre giocatrici Top che hanno tanta velocità nel colpire la pallina. Anche la resistenza fisica è aumentata, giocare 2 partite al giorno tra singolare e doppio, in tornei di una settimana, richiede una preparazione atletica molto accurata, chi non si adegua è spazzata via velocemente. Infine è da notare la pressione a cui sono sottoposte anche in questi tornei: devono vincere per guadagnare i famosi punti del ranking, pagarsi le spese che non sono indifferenti, essere pronte a saltare sul primo aereo per giocare in paesi diversi; è una vita dura, ci vuole grande concentrazione e volontà per emergere”. E’ d’obbligo una domanda sul suo ruolo all’Open: “E’ un grande onore per me dirigere il più importante Torneo nel Circolo che ho rappresentato per tanti

anni, in tante competizioni agonistiche, e dove svolgo il mio lavoro. Gestire oggi competizioni di questo livello richiede una squadra affiatata che comprende il player desk, i ballboys, i giudici di linea, il fisioterapista, gli stringer, la trasportation, i medici, la sicurezza, la logistica e, fondamentale, la perfezione dei campi di gioco e dell’illuminazione notturna assicurata dal personale dedicato, tutto questo significa più di 50 persone sempre attente a quello che succede sui campi. C’è un regolamento dettagliato dell’ITF di oltre 30 pagine che descrive accuratamente tutti questi aspetti, noi dobbiamo rispettarlo. Organizziamo un torneo con caratteristiche qualitative molto elevate, un team ha lavorato mesi perché tutto sia pronto per i 7 giorni di gioco, questo ci viene riconosciuto spesso dal Giudice Arbitro di ITF che provvede al coordinamento degli giudici di sedia internazionali; quest’anno torna Pasquale Pantaleo, è un piacere collaborare con una persona che ha una grande esperienza di tornei ITF disputati in tutto il mondo”. Infine due parole sullo spostamento della data del torneo: “Lo slittamento di una settimana impostoci da ITF per far posto al torneo femminile di Roma da $ 60.000 ci ha penalizzati, infatti questa settimana si giocheranno ben 6 tornei da $ 25.000 in Europa, le giocatrici si divideranno tra più circoli. Comincia anche la stagione sull’erba e chi mira alle quali di Wimbledon, si è trasferita in Olanda e Inghilterra per i primi tornei sui campi verdi; sono questi i nostri competitors, un aspetto poco conosciuto. Nonostante tutto solo Montperllier ha un cut-off migliore del nostro, è merito della fama del nostro circolo e del winner award Memorial Magni da 5.000$ che verrà aggiudicato per la prima volta a Padova”.

 

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